Dal XV al XVI secolo

Il Quattrocento

Questo secolo, relativamente ai dati sulla popolazione, si apre con la numerazione dei fuochi del 1443, ma prima di addentrarci nello studio delle cifre conviene focalizzare un po’ meglio questo nuovo sistema che oltre per fini demografici, lo era soprattutto per motivi fiscali in quanto, maggiore era la popolazione censita, maggiori erano le tasse da applicare e percepire. La numerazione dei fuochi, cioè dei nuclei familiari, che metteva fine alle molteplici ed anche onerose collette angioine mantenendone però alcune come ad esempio quella di S. Maria, fu decisa nel Parlamento tenutosi a Napoli tra il febbraio e marzo del 1443, frutto dell’accordo tra monarchia e ceto sociale15.  Fu proprio sotto gli aragonesi, infatti, che questo sistema di contribuzione fiscale da straordinario divenne ordinario. In un primo momento fu deciso di riscuoterle ogni tre anni, ma in seguito Ferdinando il Cattolico decise di ordinarle ogni quindici; in realtà, a parte la prima, tale scadenza quindicinale non venne rispettata. Si procedeva ad una nuova numerazione ogni qualvolta ce ne fosse bisogno soprattutto dopo gravi calamità che provocavano diminuzioni nella popolazione16. La successione di queste numerazioni ha visto gli studiosi spesso discordi sulle date; noi non vogliamo entrare nella questione e tratteremo soltanto quelle di cui siamo a conoscenza, mentre rimandiamo alla bibliografia il lettore che volesse approfondire tale problematica17. Per molto tempo si è creduto che la numerazione del 1447 fosse la prima effettuata dagli aragonesi, ma alcuni studiosi hanno rintracciato documenti provanti che la prima avvenne proprio tra il 1443 e il 1444 come voleva la disposizione di Alfonso I d’Aragona. Da questa abbiamo appreso che Pescasseroli era costituito da 45 fuochi, che pagava un’oncia di tasse e che apparteneva al Comes  Laureti18.

Castrum SangriCLXXXXIIDuc. 9
Castrum OpiXXXI ……..
Peschum Anserulun (seu) AnsericumXXXXVUnc. 1
Castrum Stanni (Scanu)XXXXIII…….
Castrum de valva (seu) de barba Unc. 5, tar. 2 gr. 2
InteraquisCXX……..
CaramanicumCCCCXXUnc. 30
Racca de CaramanichoXXXTar. 15
SalleXLDuc. 3
Musilillo (seu) MusilulliumXXXVIIDuc, 3
LucumXIIIUnc. 3
Tab.2: Liber Focorum Regni Neapolis

La crescita demografica subì un rallentamento a causa dei terremoti del 4 e 30 Dicembre 1456, che seguirono quello dell’anno precedente e che causarono la morte di moltissime persone19. La successiva numerazione del 1447, invece, doveva essere più completa della precedente e più ricca di informazioni. Purtroppo, Federico Faraglia che la pubblicò nel 1898, si limitò a riportare soltanto il numero dei fuochi, l’ammontare della popolazione, i funzionari che procedettero alla numerazione e i cognomi dei capi famiglia20. Egli tralasciò tutte le altre informazioni come i nomi dei quartieri, la consistenza economica, i componenti di ogni singola famiglia, il loro stato sociale, la loro provenienza se forestieri e l’età dei censiti.

UNIVERSITA’FUOCHI
Barrea70
Civitella Alfedena26
Opi35
Pescasseroli54
Villetta Barrea9
Tab. 3 : I Fuochi del 1447

Nel 1447 dunque Pescasseroli era abitata da 54 nuclei familiari per un totale dí 255 persone e grazie a questo dato passiamo calcolare il coefficiente di moltiplicazione che corrisponde a 4.7 individui a fuoco21 . Dalla “Cedola della tesoreria di Abruzzo” del 1469 sappiamo che al paese erano stati stabiliti 46 tomoli di sale in rapporto alla sua popolazione ed anche le somme che pagava volta per volta:”(…) Per la Intrata de lo mero thumulo de sale de octubre anno presente prima ind. = Peschio Asseroli, per la mità de thumuli XXXXVI thum.XXIII monta duc.XI, tar.IIII, gr.X li quali sono receputi duc.Xl, tar.III, gr.X. (…) Per la lntrata de nova indizione de l’anno presente prima undictionis = Peschio Asserolo, duc.XXXXVI contiene per li dicti primi due terzi duc.XXX, tar.III, gr.2/3 che in tutto monta duc. XXXXVI, tar.II, gr.XIII e due terzi de carlini li quali sono receputi computato lo terzo de agusto a ditta rasione duc.Vl, tar.IIII, gr.VI e 2/3 Et inde sono receputi che have pagato lo terzo de agosto secundo la taxa generale duc.I,tar.I, gr.VIII e 2/3. (…) Per la lntrata de lo thumulo de sale extraordinario imposto lo mese de jugno anno presente prima ind. = Peschio Asserolo, thumuli XXXXVI monta duc.XXVI, tar.1, gr2 de carlini li quali sono receputi duc.XXVI, tar.I, gr.II. (…) Per la Entrata de denari receputi in moneta de ancelle et anconetani ad rasione de celle cinquantacinque per ducato dalle infrascripte terre, per manu de Gasparro de lancone = Da Peschi Asserolo adì ditto terzo duc.II, tar.0, gr.0. 22. Per quanto riguarda l’attività economica sappiamo che tra il 1453 e il 1470, quattro operatori mercantili di Pescassero si erano recati ad alcune importanti fiere abruzzesi, segno questo che i prodotti dell’industria armentizia venivano venduti e scambiati anche fuori dall’ambito foggiano e locale. Inoltre, il 25 gennaio 1465 fu emanata una sentenza della Gran Corte Regia contro la marchese di Pescara la quale “aveva fatto depredare i vassalli di Opi, Pescasseroli e Scanno del numeroso bestiame, e perciò ora si davano disposizioni per la restituzione 23.

Che Pescasseroli fosse stato sempre un importante centro armentizio è riscontrabile anche dall’esenzione del pagamento del pedaggio che i suoi pastori avevano, almeno in questo secolo, quando si recavano in Puglia, esenzione che è scolpita su pietra nel Passo di Alfedena. ” Carolus II Dei Gratia Rex Don Ferdinandus Caracciolus, Principes Villae Sanctae Mariae, dux Gipsi, Marchionis Aufudenae, utilis dominus baroniae Podii, Roselli et luliopoli cum illa Montislapiani, Falli et Civitae Luparellae cum suius feudis, nec non iurium passus dictae Terrae Audunenae dominus utilis veterem eiusdem derictuum taxarum per decreto Regiae Camerae instanti die IV mensis iulii MDCLXXXXVI lato ac principis beneplacito corrobor penes actuarium lanuarium Cereri ut quisque quid sid solvendum edoceatur hoc inscribendum in marmore demandavit, et taxa seu tariffa est ut infra: per qualsivoglia migliaro di pecore carlini tre; per qualsivoglia centinaro d’animali grossi carlini tre, eccettuato però le Terre et cittadini di Picinisco et Pescoasseroli; per ogni bove domato grana dieci, per ogni polletro che si porta a capezza grana dieci; per ogni centinaro di porci carlini quattro; item non si possa esiger cosa alcuna per tutte l’altre robbe non contenute nella detta regia pannetta seu tariffa. Datum Aufidenae die XX mensis Augusti MDCLXLVXVI”. (il carattere grassetto è nostro)”

Sempre nel 1447 e sempre ad opera di Alfonso d’Aragona, venne istituita la Dogana delle pecore ed è evidente quindi, che la nascita ufficiale del Regio Tratturo Pescasseroli-Candela che ha reso più razionale la pratica della Transumanza, abbia portato dei benefici al paese. Nel XV secolo ci sarà il potenziamento del castello attraverso una nuova cinta muraria caratterizzata dalle torri con rafforzamento a scarpa che sono tipiche della fortificazione militare aragonese25

Anche la chiesa parrocchiale venne arricchita, infatti risale a questo secolo  la croce processionale che vi si conserva,  un lavoro di orifeceria sulmonese  deducibile dal bollo gotico tipico degli orafi ovadiani26.

Non è da sottovalutare. dal punto di vista dell’accresciuta importanza di Pescasseroli, anche la concessione di papa Eugenio IV di una Indulgenza plenaria a chi visitasse la statua della Madonna Incoronata  venerata all’interno della chiesa parrocchiale27. Solitamente i pastori tornavano in Puglia dopo la festa di questa Madonna ricadente I’8 settembre e a cui corrispondeva anche una fiera28 . mentre successivamente, come già detto, aspettarono quella della Madonna della Vittoria ricadente nella prima domenica di ottobre. La fiera, l’indulgenza, la partenza per il tratturo rappresentavano degli appuntamenti importanti a cui partecipavano, per diversi motivi, genti provenienti dalla Terra di Lavoro e probabilmente i familiari di quei pastori dei centri limitrofi a Pescasseroli (Gioia, Bisegna, S.Sebastiano, Collelongo, Lecce e Villavallelonga) che approfittavano di questo tratturo per recare i loro animali in Puglia29 . Ma senza dubbio più importante fra tutti gli avvenimenti di questo secolo è la concessione dei Capituli, franchitie et grafie che nel 1493 Antonella d’Aquino, feudataria di Pescasseroli, concedette, o pattuì, con i suoi abitanti30 Se il paese non aveva importanza economica e conseguentemente fiscale, se non aveva una popolazione idonea a garantire tali necessità, difficilmente si vedeva concessi i Capitoli. La loro concessione indicherebbe anche l’esistenza di un governo cittadino retto da alcuni Massari che, insieme a quello ecclesiastico, conviveva con quello feudale. Tali sono da intendersi Matteo Sonni, Antonio Colactus e Cola Pastore i quali, insieme all’abate Franciscus de Pesculo e al Camrario Antonio Vitale, sovrintendettero alla numerazione dei Fuochi del 1447.

E’ indubbio, quindi, che la seconda metà del Quattrocento ha visto una sostanziale crescita socio-demografica di Pescasseroli i cui benefici influssi si vedranno nel secolo successivo.

15 F.COZZETTO: Mezzoggiorno e demografia nel XV secolo, Rubbettino Editore, Cosenza ,1986  P.5.

16 A.DE MATTEIS: L’Aquila e il Contado, demografia e fiscalità, secoli Giannini Editore, Napoli 1073, pp.43-47.

17 Nella bibliografia finale dr. i seguenti Autori: BARBAGALLO DE VITIS, CONIGLIO, PARIA, PICCIONI, DI VITTORIO.

18 F. Cozzetto, cit. p. 77 Sul dominio del conte di loreto cfr G. Tarquinio: cit. p. 50 nota 23

19 U. D’Andrea: Memorie di storia ecclesiastica, Civile e feudale di un Comune del reame: Villetta Barrea, Sulmona 1958. Vol. II p. 103

20 N.F. Faraglia: La numerazione dei fuochi delle terre della Valle del Sangro nel 1447, estr. dalla Rassegna Abruzzese di Storia ed Arte, anno II (1989), nn. 5-6

F.COZ_ZETTO, cir, p.77. Sul dominio del Conte di Loreto cfr. G.TARQUINIO: eh., p.50, nota LI.D’ANDREA: Memorie di storia Ecclesiastica, Civile e Feudale di un Comune del Reame: A/aletta Barrea, Sulmona 1958, Vol.11, p.103. N.F.FARAGLIA: La numerazione dei fuochi delle Terre della Valle del Sangro nel 1447, estr. dalla “Rassegna Abruzzese di Storia ed Arte”, anno II (1898), no.5-6,

21 Il coefficiente usato nel nostro precedente lavoro (cfr. nota 7) corrispondeva a cinque individui per ogni nucleo familiare. Quello che usiamo in questo libro è differente, ma non significa che il primo era sbagliato, e il secondo che risulta essere piu preciso. Gli aumenti e le diminuzioni della popolazione, comunque, si evidenziano con entrambi i coefficienti.

22 A. GROHMANN Le fiere del Regno di Napoli in età aragonese, Istituto Italiano per gli Studi Storici, Napoli 1969, pp.114-115. L’Autore, alla tabella X, riporta le fiere di Albe, Celano, Tagliacozzo, Pescina e Costel di Sangro; probabilmente era in quest’ultima che si recavano i pescasserolesi.

23 Regesto delle pergamene dell’abazia  di Montevergine (a cura di G. Morelli), Bologna 1958, Vol.l, p.135, n.4339.

24 U. D’ANDREA, Villetta Barrea dal 1806 al 1984, Tip. Abbazia di Casamari (FR), 1991, p.119. Sul motivo del rafforzamento del castello in età aragonese cfr. G.TARQUINIO: cif. cap.IV, pp.65- 80 con diverse fotografie

25 sul motivo del rafforzamento del castello in età aragonese, cfr. G.TARQUINIO, cit., cap. IV.

26 Inventario degli oggetti d’arte d’Italia’, Libreria di Stato, 1943, anno XII, Voi. IV, p.167.

27 Sulla fiera del 1283 cfr. G.TARQUINIO. cit. p.48. Sull’indulgenza, invece, cfr. DOMENICO da EUSANIO: Le città del rifugio dell’Abitino aquilano, L’Aquila 1861, p.166. .° Della fiera del 1283 parlano ancora alcuni storici marsicani del Sei-Settecento (Phebonius, Corsignani, Di Pietro), ma non il Grohmann (cfr. nota 22). 29 B.CROCE: cit pp.314-315.

30 G.TARQUINIO: cit., pp.52-53. Inoltre nel 1498 “il quondam D. Aulos (sicuramente D’Avalos NdA) de Aragona donò donationis titolo vocabolo territer vinos a S.Antonio da Vienna un pezzo di territorio a Peschio Asserolo di capacità di tomaia cinquanta in loco detto Monte d’oro fuori le muraglia di detta Terra con patto che il procuratore debba far dire una messa in perpetum ogni mese, e mantenere una casa per li poveri passeggieri come tutto appare per copia autentica di predetto istromento rogato per mano di Francesco de Clarij di Campoli, Regio e pubblico Notaro”, cfr. ADM, Fondo D-211, passim. Per avere un quadro generale sui documenti riguardanti Pescasseroli conservati nell’Archivio diocesano cfr. N.NOTARANTONIO, Pescasseroli nei documenti dell’Archivio della Diocesi di Avezzano, in ‘Marsica Domani’, periodico d’informazione, a.XIX, Avezzano, numero del 28.2.1995 p.10.

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