Michele Sipari PDF Stampa E-mail
Scritto da Francesco Gentile   
Martedì 17 Settembre 2013 11:43

PROCESSIONE A TRANQUILLO

Di Michele Sipari scritta negli anni 1850

 

La Madonna di Tranquillo, che soleva es

sere riportata sempre alla sua chiesuola trà i boschi, da parecchi anni era rismasta a Pescasseroli, perchè la sua casa era male ridotta; ma l’anno scorso, essendo stata ristaurata, si rifece la solita processione, e con più sfarzo, perchè non si era fatta da tanto tempo.

All’uscire (erano le sei o le sette ant.) dalla chiesa di Pescasseroli e ad altri punti della strada furono sparati i soliti mortaletti. Precedevano i ragazzi con una paio di campanelli, seguiva la musica, varie congregazioni pescasserolesi e di Opi con qualche piccolo strendardo, i preti con la statua, e una quantità di gente, specialmente donne. Altra gente, in maggior parte giovani e ragazze, precedevano di un bel tratto. Era uno spettacolo commovente vedere i vecchi e le vecchie fermarsi a mano a mano che la statua s’allontanava, inginocchiarsi, e rimanere a guardare, forse pensando che l’anno seguente non avrebbero riveduta la loro cara Madonna, quella Madonna che avea loro sorriso nella fanciullezza, che li aveva aiutati nella gioventù, e li consolava nella vecchiaia. Poveri vecchi!..... Guardavano, guardavano, e poi tornavano in paese muti e pensierosi, e alcuni con le lagrime agli occhi.

Durante il cammino molti giovani sparavano di tanto in tanto colpi di fucile, s’inoltravano trà i boschi, camminavano briosi, e rendevano così bella quella scena religiosa in mezzo al verde e sotto un bell cielo azzurro. Era una sensazione così nuova sentir cantare i salmi in campagna, udir le voci de sacerdoti che sono solite risuonare sotto le volte delle chiese, vedere lo spicco dè paramenti, quei colori insoliti in què luoghi,.....

A mezza strada molti passarono avanti per andarsi a godere l’arrivo alla chiesetta, e per andarsi a ristorare con frutti e vino, che in quel giorno si vendevano lassù. Era una bella scena vedere intorno alla chiesetta fanciulli e fanciulle che gridavano per la gioia, correvano, si urtavano, si arrampicavano su rialti di terreno, si chiamavano ad alta voce e cò fischi, si affollavano intorno à venditori di frutti,...... I giovani in crocchio parlavano allegramente, ridevano, mangiavano fichi, ne gettavano qualcuno in mezzo à crocchi di fresche e rosse giovanette, e facevano un pò di chiasso. Al giungere dlla processione si sparavano mortaletti e fucili, la gente corse a vedere da tutti i punti la striscia variopinta di musicanti, confraternite, sacerdoti e donne che salivano lentamente per il tortuoso sentiero che sta vicino alla chiesuola. In ultimo venivano quelli che avrebbero avuto bisogno dell’ambulanza.

Si celebrò la messa, si spararono altri mortaletti, suonò la musica, e non mancò mai brio, perchè la gente,  dopo la funzione religiosa e dopo aver pensato all’anima, cominciò a pensare al corpo. Si riunivano a gruppi, si gettavano sull’erba e mangiavano e bevevano; molti giovani facevano complimenti alle ragazze, altri, dopo aver bevuto, cominciavano a ballare al suono della musica; le fisonomie erano divenute rubiconde, le generosità e le gentilezze si sprecavano, non si chiamavano più per nome, si chiamavano compare, amico, …....; la effusione li faceva parlare come non avevano parlato mai; andavano a braccetto, alcuni saltavano e s’abbracciavano, ….....

Verso le due o le tre dopo mezzogiorno fu cantato vespro, e, a chi lo permiso Bacco, fece bene un pò di raccoglimento, in una bella chiesetta tutta biancheggiata, illuminata da molte candele e zeppa di gente.

Dopo il vespro ognuno si cominciò a preparare per il ritorno, e, tutti soddisfatti, si misero in istrada. Molti parlavano e ridevano per virtù del vino, non dello Spirito Santo; alcuni andavano dicendo con rammarico che le confraternite di Opi erano meglio costituite, più pulite e ordinate di quelle di Pescasseroli; e altri facevano mille altri discorsi.



Michele Sipari


Ultimo aggiornamento Giovedì 19 Settembre 2013 17:29