CANTO SETTIMO PDF Stampa E-mail
Scritto da Francesco Gentile   
Venerdì 13 Settembre 2013 15:44


CANTO SETTIMO

La dea ei rispose un bel sermone

Dicendo : ascolta o Vergine Afrosina

Quella città che fabbricò Marrone,

Che sopra tutti i Marsi fu Regina

Ma fra gli artigli stai dell'Aquilone

E tu bei sai che vive di rapina

Quel'animale con due teste al busto

Ora gli vinti gli daranno buon gusto.

Oggi hanno avuta una crudel sconfitta :

A Campomozzo i feroci Romani

Il Duce nostro ha cacciato un editta

Che a Plistia vuole tutti i Marsicani :

Sopr'alle fiamme vol gridar vendetta

Dicente noi coi lupi da buon cani

Dobbiamo fare per darci l'agguata

Cosl la lor città sarà disfatta.

Ma molto avverso e per gli Marsi il fato

Il Lupo verso il can diventa ardito,

E per gli cani il sol è già calato

Ma per il Lupo adesso è proprio uscito

Eto e Pireo si sono affannato :

Il giro da lor non mi sarà compito

E per l'altre città si aggira indarno

Ma per Roma sta sempre a mezzogiorno

Tu sai che Plistia fu presa e bruciata,

Cosa può far quel forte Capitano

Alba con Roma ora sta collocata

Oggi quel popolo non è Marsicano.

La città di Melonia è assediata

Dentro a Marruvio senza cor umano

La gente viene uccisa a poco a poco

Alle lor case viene acceso il fuoco.

Il popolo Marsi ha il fiato assai contrario :

E pur dà da pensare al vincitore

Vicino all'aquila mi sembra un canario

Oppure l'uccelletto cantatore

Ha I'ardire di far da saggittario

E alle scelle gli dà gran dolore :

Raffrena il volo e sospirante dice

lo non li vince più questi nemice.

A Roma manderanno l'imbasciata

Che l'avanzo dei Marsi fuori uscito

Ha molte volte assalito I'armata

Gli soldati si son tutti avvilito

Molti duci la vita hanno lasciata

Nei campi Marsi di quegli bandito

E se non ci si pensa un po' sul serio

Tutti ne mandaranno al cimitero.

gli Senatori tutti di un Consiglio

Diranno ai Marsi ci vuole il perdone

Noi in onore ci faremo figlio

A quegli Marsi che son tanto buone

L'aquila nostra con gli crudi artiglio

Unito a Marsi non hai paragone

Poi corre tutta Europa e un po' più fuore

Che noi sempre saremo vincitore.

Poi giurano ubidienza a Ottaviano

Da lui tutti saranno perdonato.

L'Europa tutta è dell'impero romano

Le sole Scandinavie eccettuato.

Gli uomini che sono al popolo italiano

Col nome di fratelli son chiamato

Ma i nostri grandi avranno il.privileggio

Di sedere con Augusto al gran corteggio.

Col nome di Valerio quel laghetto

Lo vede fare grande al par d'un mare

E uno imperatore Claudio detto

Voglia ci vien di volerlo asseccare.

Là vicino ad Egizia un trabocchetto

Fra quegli monti lui farà cavare :

Quando il canale vede a compimento

Senti che cosa fà mettiti a mento.

Parte dal Campidoglio allegramente ,

E viene sotto al bel cielo marsicano

Con undici mila schiavi unitamente

Guardato da un esercito romano

Quando all'Emissario son presente

Claudio ci dice con parlare romano :

Schiavi miei cari se ubbidir vogliate

A un patto dono a voi la libertate.

Oggi il canale noi dobbiamo aprire :

Che questo lago dobbiamo asseccare

E gli posteri poi in avvenire

Gli nomi nostri avran da onorare

Per fare a Dio l'opera gradire

Un olocausto ci dobbiamo fare

Per aver dato a me tanto giudizio

Ci voglio fare un sommo sacrificio

Donna, agli posteri tuoi lasciaci detta

Che pur quel nome si ha da cancellare

Quel nome che dal popolo è maledetto

La maledizione ci dovrà arrivare

Le torri mostreranno il fier'aspetto

Degli Baroni e dei Principi avare :

Quando si leva lerse dei Baroni

Alle lor torri ci cantano i buffoni.

Gli uomini tutti si faranno eguale

Nella giustizia ma non nell'avere

Son condannati tutti a un tribunale :

Ci togliono l'abuso del potere

Ma sulla fratellanza universale

L'uomo ci si crivella il suo pensiere :

E pur ha da venir ma chi sa quanto

Che spunta per tutto egual giorno santo.

Allor si avvereranno le parole

De Cristo che dirà : siam tutti uguale.

Da dove nasce a dove muore il sole

Gli uomini tutti avranno un bene un male

Sembran tutti a un padre esser figliole :

Tutti i padroni son del capitale

Ma per purgar la terra dei tirarni

Han da passare molti secoli di anni.