CANTO SESTO PDF Stampa E-mail
Scritto da Francesco Gentile   
Venerdì 13 Settembre 2013 15:41

CANTO SESTO

La nova corre per tutto il Castello

Che il figlio del Baron è ritornato.

Ha scavalcato presso il ponticello

E piange quei due monti sventurato

Quando il Baron avrà sentito quello

Dirà fra sé : o mio destin spietato

Mio figlio è quel che in Asia la sposai

Come quel Cavalier mi raccontai.

Così dicendo discende a pie del monte

Per incontrar il suo figliol Serole :

Quando poi giunge un pò lontan dal ponte

Si trova in terra vinta dal gran dole

Corre con l'acqua e gli bagna la fronte

Dicendoo mio amatissimo figliole ;

Serole a quella voce poi si desta

Pieno di orrore e la risposta è questa :

Padre non padre gia barbato mostri

Delle fiere d'lcania più crudelo

Mira quei morti e pensa al fine vostri

Quegli vendetta implorano dal Cielo

Non si è sentita mai ai tempi nostri

Una si crudeltà, io tremo e gelo

Nel ripensar che ai lustri diciasetto

Un uomo un cor si audace abbia nel petto.

Senza muovere labbra e batter ciglio

Sta quel vecchio incantato al suo cospetto

E stupefatto rimira suo figllio

Bestemmiando il destino malidetto

Dirà tra sé io fra crudel artiglio

Di un orso merterebbe di esser ristretto

Per fare la mia vita a brane a brane

Per vendicar la bella Persiane.

Avanti ai vostri piedi o mio figliole

Il sangue del nemico sia versato :

Se non mi ammazzi tu mi ammazza il dole

Pensando a tanto mal che ti ho recato.

Tutto piangente ci dirai Serole :

Alzati padre che ti ho perdonato

Il fallo non ammette assoluzione

Ma padre a me tu sei, io ti perdone.

Là nella Puglia sarh rinomate

Lo nome del nascente paesello

Di gran popolazione son visitate

Le due Madonne del bruno pennelle

Da Dio il fin lor non è segnate

Fino quel giorno che cadon le stelle

Ma la cappella del tranquillo monte

Cade e aspetta il fulmine seconde.

E l'immagine poi vien logata

A Pescasseroli alla chiesa maggiore

Con quella stessa fede è adorata

Che ci ebbero gli primi adoratore

L'altra immagine che vien coronata

Ci avran gran fede i vostri successore

E delle molte grazie ci dispensa

Finche ci avranno lor molta credenza.

Tutti ci avranno gran venerazione :

A quelle immagin che fa tanti prodigi

Il nome venerato di Bellona

Vien condannato alle paludi stigi :

Alla prima faranno una corona

Di oro e di perle per i gran prodigi

Che arrese a tanti inferni Marsicano :

La nova corre sino al Vaticano.

Da tutti marsicani è riguardata

La patria tua con molta ammirazione,

Per la fede che hanno all'Incoronata

Tutti gli affari lori ci vanno buone.

Si fa più ricca di quella contrada

Di denari di bestie e di montone

Finchè con loro albergherà la fede

La ricchezza con lor pur sempre siede.