Autobiografia Jurico PDF Stampa E-mail
Scritto da Francesco Gentile   
Venerdì 13 Settembre 2013 15:08



 

AUTOBIOGRAFIA DI CESIDIO GENTILE

Naqui a Pescasseroli addì 27 giugno 1847. Crebbi colmo di miseria e nella ignoranza, a motivo che a quei tempi scole elementari non esistevano e, alla scola privata, mio padre, non ebbe il potere a mandarmi. Era un misero pastore; si guadambiava un anno, docati trenta di moneta napoletana, pari a lire centoventisette e cinquanta, e con quello misero stipendio doveva alimentaro tre figli e sua moglie. Dunque, si viveva a forza di economia. Di otto anni, mi portai al bosco Pirinella a pasturare le pecore, unito a lui. Nella capanna dei pastori mi imparai a conoscere le lettere dell'alfabeto e, per istinto di natura, ebbi un bel gusto di ascoltare le storielle popolare scritte in ottave: I racconti Cavallereschi della Tavola Rotonda mi davano molto a penzare. E così, nella mia idea, a pena cominciai a scrivere, scriveva versi ispirati dalla mia fantasia. Al 1860 scrissi varie canzoni in onore di Giuseppe Garibaldi e all'Italia redente.Nel corso della mia Gioventù scrissi I1 Canzoniere del bosco; Satirizai tutte le donne della mia patria; Scrissi il dialogo satirico molto buffo, scritto sullo stile del Giusti, quartine. Pendente al 1879, scrissi un poema della Storia dei Marsi, 1531 ottave; lo diedi al Cavaliere Alesio, che me lo doveva correggere, e in quella casa è rimasto sepolto. Al 1890 scrissi la Strema del bosco, poesie varie a vario stilo; al 1897 scrissi la Corneide e l'Apparizione di un novo santuario; al 1898 scrissi la Siringa pastorale osia il Corno di Zaponeta, dialogo di tre pastori e il Lamento del pastore pugliese. Scrissi I1 Sogno sul monte Palombo, l'Apparizione del Dio Egipano. Al 1903 il Sogno sul monto Rotella, opera buffa; Il modo di vivere a Pescasseroli; L'ombra del cavaliero al suo nipote che tratta sullo stesso argomento; sull' Agire di Pescasseroli, La Forza del leone, La Forza del tricorno, La superbia del mulo, I1 toro della Dea Cimbolo e il montonello di Plistia; la racolta dei brindisi, un Sermone sul monte Argatone con un pastore di Scanno , L'Ucellino e l'agnello, poesie morali, 1'Istoria del tempo presente, L'istoria dei dodici mesi, scritta a poesie varie, in ottave, quartine e sciolti, L'Isteria della Incoronata di Foggia, nova edizione; Lultima opera, il Dialogo delle due comare.

Al 1908 scrissi L'ultimo crollo delle mie sventure, la Tempesta, La aversa sorte e il Sogno a Ferroglio.

Al 1903 rinnovai il gran poema della Istoria dei Marsi,  intitolato Legende Marsicane; scrissi le Poesie boscareccie, le diedi a correggere e tutto ho perduto.

Ora, vecchio sessagenario, rammento tutto il mio passato e ricordo quei bei versi che cantò (cantai). In vita mia ho scritto oltre centomila versi, ma tutti mi furono dispersi.

Ora, con l'aiuto della musa Urania, spero di scrivere le Boscarecce


Ultimo aggiornamento Martedì 28 Novembre 2017 13:33