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Scritto da Francesco Gentile   
Giovedì 12 Settembre 2013 16:50

Testi di Nunzia Notarantonio


L'Alta Valle del Sangro ha avuto i suoi poeti, con Giuseppe Luca Tarquinio (1893-1981), entriamo nella categoria dei pastore-artigiani il quale, come molti suoi colleghi, ha potuto vedere qualche lavoro pubblicato solo dopo la morte. Di Tarquinio, pastore pescasserolese, ci riferiamo alle poesie Il bel mattino, dal tono boccaccesco, Per i caduti, dove l'Autore immagina un dialogo con l'Italia che ha per fine la deposizione di una roccia sulla quale dovrà sorgere il monumento ai caduti e Alla mia Patria, preceduta da una introduzione illustrativa della dura vita dei pastori in Puglia e della felicità del loro ritorno a casa. Nella stessa pubblicazione che ospita le poesie del Tarquinio, alle pagine 172 e 173, compare quella di G. D. (si finita così) dal titolo Poesia di un vecchio capraro di Pescasseroli, datata 26 agosto 1918: diciannove quartine sulla Grande Guerra. 
Lasciando da parte i poeti che hanno operato dopo il 1930, non per demeriti ma perché ci allontanerebbero da quelli che sono gli intendi nel nostro intervento, vogliamo porre l'attenzione su due Autori che per diversi motivi sono ancora oggi oggetto di studi e di ampie discussioni tra gli addetti ai lavori: Cesidio Gentile da Pescasseroli e Benedetto (di) Virgilio da Villetta Barrea. Del primo (1847-1914) ci piace ricordare le fonti della sua autodidatta acculturazione, che spaziano in particolare tra Omero, Dante, Tassa, Parini, Ariosto, , Giusti, Belli, Manzoni Colletta, D'Azeglio e Dumas"aveva letto anche della storia di Francia, della storia di Roma(12) e della storia dei Marsi (13), letture alla base del lungo poema dal titolo Leggenda Marsicana. I suoi versi sono tutti ispirati dalla malinconia e dalla rabbia verso un mestiere, quello del pastore, praticato indubbiamente più per necessita che per volontà e caratterizzato, come la sua vita, da molte sciagure. Interessanti sono anche le informazioni storico - etnografiche che si possono ricavare dai suoi scritti in grandissima parte ancora inediti. L'unico suo lavoro ad essere stato pubblicato e la Leggenda Marsicana (1904), dieci canti in ottonari in rima ABABABCC, ma alcune poesie sciolte sono state rese pubbliche da intellettuali come Croce ed Esposito.


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Ultimo aggiornamento Sabato 23 Novembre 2013 16:48