Seringha Pastorale PDF Stampa E-mail
Scritto da Francesco Gentile   
Venerdì 25 Ottobre 2013 12:54

La seringha pastorala è suddivisa in cinque porzione La prima il poeta fa una schlamazione allaMusa Urania. Scritta in ottava. La seconda, Il Corno di Zapponeta, l'è un colloquio che fanno tre pastori al ponte di Rivolo vicino a Zapponeta. I tre pastori uno è di Scanno e figura col nome di Gerardo; un altro è di Lecce dei Marsi, chiamato Giacomino, in dialetto Iachillo o Iachtto o Iacuccio; il terzo è di Pescasseroli ed è chamato Dominico, in dialetto Mingo. L'antagonista è lo scanneso. Descrive la vita del prete di Zapponeta, decanta l'uso della patria sua, loda i suoi monti; il pastore diLecce loda molto il monte Meta dove lui pastorava: il pastore di Pescasseroli loda i suoi boschi nei monti Marsi e si contenta di commattere con l'orso. Decantano tutti e tre l'uso della loro patria.Descrivono le lettere che ci mandano le loro donne e le risposte che loro ci rimandano. La terza è un lamento che fa il prenzolato pastore. Descrive tutti i mesi il suo lavoro e il poco guadambio. Scritta in ottave. La quarta è un lamento che fa il pastore industrioso padrone. Descrive tutti i mesi che lui soffre: sempre paga e non guadambia. Scritta in quarta rima. La quinta è una raccolta dipoesie pastorali:

ottave, terzine, quartine e sciolte.