I Marsi PDF Stampa E-mail
Scritto da Francesco Gentile   
Giovedì 10 Ottobre 2013 17:25

Il popolo marso fu uno dei più rinnovati nell'antichità. Sebbene racchiuso in una piccolissima zona intorno alle rive del lago Fucino, mostrò intelligenza e coraggio superiori all'ordinaria misura. Di costituzione fisica colossale, fu popolo eroico per senno e per valore. Quanti loro atti meriterebbero di essere mostrati ad esempio ! Giova ricordare, in primo luogo, le loro primavere sacre . Ammirevole è la loro costituzione politica, sociale, giudiziaria e militare. Più ammirevole la loro costituzione religiosa, differente dalle atre; nella quale aveva molta parte l'astronomia, l'astrologia ed il magismo, e moltissima la medicina .

Aveva un cronometria propria. Furono celebri le nenie delle maghe marse ; le ciurmerie, i filtri, i veleni potentissimi ed i medicamenti formati con erbe dalle incantatrice marse, valenti ad assonnare le serpi, e rendere incubo il veleno che saliva . I marsi furono sempre alleati di Roma, ed il loro territorio fu il punto centrale delle operazioni degli eserciti romani contro i Sanniti. Si distinsero sempre  fra i  romani alla conquista del mondo ; e mostrarono il loro valore specialmente nella Macedonia e nella distruzione di Cartagine .

Alba  Fucense ( che per la sua posizione tipografica si ritiene essere stata marsa e non equa ), divenuta colonia romana, fu il carcere di stato per Siface re della Numidia, per Bituito re dell'Arvenia, e per Perseo re della Macedonia. Pregevolissime sono le corniole, che si rinvengono in Alba, ora diventate rare. Ebbero i marsi parte principale, e la più gloriosa, nelle trattative per ottenere a pro di tutti gli Italici la partecipazione al diritto pubblico romano ; e quando non poterono ottenerlo con le vie legali, ricorsero alle armi, e si misero a capo del movimento nazionale italico . Il prode e formidabile duce dei Marsi Q Poppedio Silone, con l'emblema sulle bandiere del toro italico, che abbatte la lupa romana, divenne il terrore di Roma, quasi un secondo Annibale, in quella tremenda guerra sociale, di cui fu tanta parte ; e  quando la fortuna gli si volse contraria, egli capo di ventimila schiavi redenti, si tenne fermo nei suoi propositi, e fu precursore dell'idea cristiana per l'abolizione della schiavitù : il grande delitto sociale dell'antichità .

La Marsica, di poi, divenne un luogo di delizie per i romani . Ovunque sorsero sontuose ville, e le rive del Fucino furono piene di edifici per bagni, di case di delizie adorne di passeggi ombrosi, di ninfei e di bellissime e rare statue rapite ai popoli vinti : Alla fine della repubblica romana e ai tempi dell'impero, i marsi coltivarono con amore le lettere, le arti e le scienze . I maestri marsi salirono a una tale fama, che erano ricercatissimi, e ne ebbero tutte le principali città d'Italia e fuori. Il poeta  epigrammatico Domizio  Marso, autore dell' Amazzonide, fu compagno di Orazio e di Marziale in Roma alla scuola di Orbilio . Valenti furono anche nell'ingegneria, ed essi progettarono ai romani nei tempi antichissimi, per il genio di Giulio Cesare, ad Augusto all'imperatore Claudio, il disseccamento del lago Fucino.  Vitellio, zio dell'imperatore omonimo, ebbe la sua villa a S. Pelino ; l'imperatore Lucio Vero, a S. Potito : il console Ovinio Paterno, nel villaggio, che da lui prese il nome ; e l'imperatore Ottone II°, al campo dei Cedici .

Marruvio crebbe in sontuosità così pure Alba che  furono abbellite da anfiteatri, da templi, dai ginnasi, da palestre, da tante stupende iscrizioni, dalle armi e dalle statue degli eroi . Nei tempi di mezzo, la Marsica è straziata e manomessa da incursioni di barbari . Totila,Bellisario e Trasmondo di Spoleto la devastano . ( Marruvio, in quel tempo da i natali a papa Bonifacio IV°, ed al celebre cronista cassinese Leone Marso, cardinale e Vescovo ostiense ) . Vediamo i saraceni sconfitti pienamente dai Marsi e dai Peligni allo stretto di Forca-Caruso ; e Rinaldo VI°, conte dei  Marsi, uno dei dodici compagni di Boemondo, capo di mille crociati in Terrasanta : e Federico II°, che distrugge Celano, poi la riedifica chiamandola Cesarea ; e Manfredi che modifica il corso della Via Vleria nella Marsica ; e Corradino disfatto da Carlo d'Angiò ai Piani Palentini ; ed Anicio di Cerreto, celebre corazziere, che promosse ed animò nel 1411 le sollevazioni marse contro Ladislao re di Napoli ; e Pescina, che da i natali all'illustre cardinale Giulio Mazzarino : il quale, sotto Luigi XIV°, ebbe in mano i destini della Francia, portandola all'apogeo della grandezza ; e Giovanna I, regina di Napoli, che fu a diporto di Opi, ed in peregrinazione al monumentale tempio di S. Pietro in Albe ; ed Marsi che fanno eco alla rivoluzione di Masniello ; e Giovanni Capozio di Albe ( e non di Tagliacozzo, nè di Roma ), uno dei tredici alla disfida di Barletta ; e Giovanni Artusio o  Canale di Pescina, che fuse i mirabili intagli della cattedra di  S. Pietro in Roma col Bernini .  Non tralascio di far cenno che Giulio Raimondo Mazzarini è nato a Pescina, (  ed esiste nei libri parrocchiali la particola autentica del suo battesimo ), il 14 luglio del 16O2 da Pietro e da Ortezia Bufalini . Il padre nato a Roma, era gestore degli affari dei principi Colonna,  e  governatore in quel tempo di Pescina ; e se la nobilissima Ortenzia amava nell'inverno il mite clima di Roma, nell'estate prediligeva respirare le fresche aure di Pescina .

Per ben comprendere la storia di quest'epoca, e per non confondere i fatti, è bene che si sappia, che un altro Giulio Mazzarino, anche cardinale, zio del nostro grand'uomo, era vivente ai tempi del nipote . Il cardinale Richelieu, che fu primo ministro di Francia sotto Luigi XIII°, dava del cardinale Mazzarino il seguente giudizio : compreso come sono, e meravigliato  del bel genio del giovane diplomatico italiano, affermo essere egli uno dei più grandi uomini di Stato . Il Gultart dice : la pace di Westfalia ( che diede l'Alsazia alla Francia ) innalza il Mazzarino al di sopra di Richelieu e dei più grandi Ministri . Voltaire dice : il monimento che rende immortale il cardinale Mazzarino, è l'acquisto dell'Alsazia alla Francia,fatto in tempo in cui la Francia era come un sol uomo contro lui nemica . Corneille, nel Pompeo, chiama Mazzarino : l'uomo che può tutto, l'uomo superiore all'uomo, il più grande uomo di Roma moderna ; ed afferma che, volendo dipingere gli Orazii, Pompeo, Augusto, ha dipinto senza volerlo il cardinale Mazzarino . Egli s'è acquistata fama immortale per il trattato dei Pirenei, per il trattato di Cherasco (  1629 ) e per la pace di Westfalia ( 1648 9 . Ma a questi suoi atti deve unirsi uno dei più sublimi tratti della sua vita : la lotta che sostenne contro la passione di Luigi XIV° ;  il quale voleva sposarne la bellissima nipote Maria Mancini . Mazzarino seppe essere più francese che uomo, e fu superiore all'ambizione ed all'interesse proprio per il bene della Francia . Il Mazzarino protesse le scienze, le lettere, le arti e le industrie in Francia, ed il secolo XVI°  colà dovrebbe appellarsi il secolo del grande genio marso, dell'illustre italiano,del cardinale Giulio Raimondo Mazzarino . Moltissimi altri fatti illustrano questa classica terra ; ma dalle esposte cose ben si vede che la storia dei Marsi si collega strettamente con la storia d'Italia, e con quella di Roma ; però per bene intenderla, è d'uopo lo studio dei classici antichi e degli storici ed archeologi moderni.